Home Prestazioni La Prestazione finale: la pensione integrativa

Prestazioni

La Prestazione finale: la pensione integrativa

La prestazione finale, la tua pensione integrativa, sarà il frutto dei versamenti effettuati durante gli anni di permanenza nel Fondo e dei rendimenti ottenuti (c.d meccanismo della Capitalizzazione individuale).

Dal momento del pensionamento e per tutta la durata della tua vita ti verrà erogata una pensione complementare (‘rendita’), una somma calcolata in base al capitale che avrai accumulato e alla tua età in quel momento.

 

Puoi scegliere al momento del pensionamento tra le seguenti tipologie di rendita:

  1. rendita vitalizia immediata: la rendita viene corrisposta all’aderente fino a che rimane in vita;
     
  2. rendita certa e successivamente vitalizia: la rendita viene corrisposta all’aderente per un periodo certo di 5 o 10 anni, ovvero, in caso di decesso, ai superstiti beneficiari. Al termine di tale periodo la rendita diviene vitalizia se l’aderente è ancora in vita e si estingue se nel frattempo è deceduto;
     
  3. rendita reversibile: la rendita viene corrisposta all’aderente fino a che rimane in vita e successivamente, per l’intero importo o per una frazione dello stesso, al beneficiario designato se superstite. La rendita si estingue con il decesso di quest’ultimo;
     
  4. rendita vitalizia con restituzione del montante residuale (controassicurata): la rendita viene corrisposta all’aderente fino a che rimane in vita. Al momento del decesso viene versato ai beneficiari il capitale residuo, anche sotto forma di pagamento periodico;  
     
  5. rendita con maggiorazione in caso di non autosufficienza: la rendita viene corrisposta all’aderente fino a che rimane in vita. Il valore della rendita raddoppia qualora sopraggiungano situazioni di non autosufficienza, per tutto il periodo di permanenza. La rendita si estingue al decesso dell’aderente.

 

La prestazione in capitale

Al momento del pensionamento, potrai scegliere di percepire un capitale fino a un importo pari al 50% della posizione individuale maturata.

Godrai della immediata disponibilità di una somma di denaro (il capitale, appunto) ma l’importo della pensione complementare che ti sarà erogata nel tempo sarà più basso di quello che ti sarebbe spettato se non avessi esercitato questa opzione.

Montante soglia

È possibile chiedere il 100% in capitale se, convertendo il 70% della posizione individuale, si abbia una rendita annua di importo inferiore al 50% dell’assegno sociale. Si potrà ricevere il 100% in capitale solo quando la posizione accumulata non raggiungerà livelli sufficienti per generare una rendita abbastanza elevata. Il superamento del limite sopra citato richiede capitali di una certa consistenza. A titolo indicativo, per superare tale soglia un uomo di 60 anni deve avere oltre 100.000 euro maturati. Una donna di 60 anni deve avere oltre 125.000 euro maturati.

 

I vincoli sulle prestazioni in caso di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio

La posizione di previdenza complementare può essere usata a garanzia di un prestito con cessione del V. Tuttavia il montante non può essere toccato finché il rapporto di lavoro esiste e l’aderente non chiede una prestazione (anticipazione, riscatto o prestazione pensionistica). In caso di richiesta di prestazione da parte dell’iscritto, quest’ultimo dovrà richiedere la liberatoria da parte della società finanziaria per poter ottenere le risorse.

Solamente in caso di richiesta di prestazioni pensionistiche (capitale o rendita) e anticipazioni per spese sanitarie, le somme devono essere sempre liquidate all’iscritto che ne fa richiesta per 4/5 del loro importo totale, mentre solo 1/5 è vincolato a favore della finanziaria.